Totò nella luna

 

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Film in B/N durata 90 min.  -  Incasso lire 368.650.000  (valore attuale €  8.574.380,16)  Spettatori 2.353.000   Video-clip 38 sec.

"Totò nella luna" 1958 di Steno. Soggetto Steno, Lucio Fulci. Sceneggiatura Alessandro Continenza, Steno, Ettore Scola. Produttore Mario Cecchi Gori per Maxima Film, Montflour Film, Variety Film. Direttore della Fotografia Marco Scarpelli,  Musiche Alessandro Cicognini, Montaggio Giuliana Attenni, Sceneggiatore Giorgio Giovannini, Direttore di Produzione Pio Angeletti, Aiuto Regista Mariano Laurenti.

Interpreti: Totò (Pasquale Belafronte), Sylva Koscina (sua figlia), Ugo Tognazzi (Achille), Luciano Salce (Von Braut), Sandra Milo (Tatiana), Richard Mc Namara (Campbell), Agostino Salvietti (l'amministratore), Renato Tontini (Vladimiro), Jim Dolen ('O Connor), Francesco Mulè (un vigile), Marco Tulli (un creditore), Ignazio Leone (un poliziotto), Giacomo Furia (Bardi).

Trama: Pasquale Belafronte (Totò), editore di un giornale per soli uomini, non è affatto felice dell'amore sbocciato tra sua figlia Lidia (Sylva Koscina) e il fattorino Achille (Ugo Tognazzi), grande appassionato di fantascienza. Dopo l'ennesimo pasticcio combinato da quest'ultimo, Pasquale perde le staffe e lo concia per le feste. Il medico del pronto soccorso scopre che il sangue di Achille presenta tracce di glumonio, una sostanza che lo rende particolarmente adatto al volo spaziale. Due agenti dell'FBI vengono dagli Stati Uniti per convincerlo a volare nello spazio, ma lui fraintende e li scambia per editori intenzionati a lanciare il suo libro. Pasquale, impressionato dall'intervento dei presunti editori americani, da alle stampe la versione italiana del romanzo. Chiarito l'equivoco, Pasquale vorrebbe vendicarsi ma i due vengono rapiti da una potenza straniera, che intende anch'essa sfruttare la singolare caratteristica fisica di Achille. A questo punto intervengono gli alieni.....

 

 

clip: Totò nella luna

Critica: Il film è stata la risposta in chiave comica al film La morte viene dallo spazio del 1958, il primo film di fantascienza italiano girato dal regista Paolo Heusch, il quale collaborerà in seguito con Totò nel film Il comandante del 1964.


Il film è stato girato interamente a Roma. E' la cinquantaduesima pellicola del grande
Antonio De Curtis. Solo nel 1958 ha interpretato ben sette film. Per il giovane Ugo Tognazzi questo è il terzo ciak, dopo l'esordio nel 1951 con Auguri e figli maschi. Sylva Koscina gira ancora con Totò a Parigi e, sempre nello stesso anno, altri sei film. E' la quindicesima regia di Steno, alias Stefano Vanzina, con il Principe.

 

L'ingenuità  del copione è volutamente palese. Gli autori essendosi accontentati di dare la stoffa a Totò e a Ugo Tognazzi, che dal canto loro si prodigano nel loro repertorio in duetti abbastanza saporiti. Leo Pestelli, "La Stampa", Torino, 29 novembre 1958.

 

Unico film sceneggiato da Ettore Scola, questo mediocre "Totò nella luna", che vuole essere una parodia dell'allora attualissima guerra fredda. dei libri di fantascienza e delle prime imprese spaziali iniziate con lo Sputnik, in realtà non è altro che una farsa di quart'ordine (soprattutto nel secondo tempo), inzeppata di luoghi comuni e di situazioni vecchie, che non sono nemmeno comiche.


Per la prima volta insieme all'emergente Ugo Tognazzi, ancora sfruttato in modo riduttivo come "marionetta", Totò vi interpreta un ruolo che richiama quello già visto in "Gambe d'oro", che tra l'altro ha non pochi punti di contatto con "Totò nella luna". Infatti Totò fa il cinico, il duro, ma sotto c'è sempre la sua straordinaria ironia clownesca, con continue strizzate d'occhio allo spettatore.

 

Tutto centrato sullo spiritoso equivoco (che potrebbe essere di Scola) provocato dalla parola "lancio" (intesa sia come promozione di un nuovo libro sia come partenza per lo spazio), come in "Totò le Mokò" con la parola "banda", il film si avvolge lentamente su se stesso, degenerando fino a diventare irrimediabilmente un "cartone animato", con i due occhietti disegnati in sovrimpressione e il fagiolone che si anima per partorire il "Cosone".

 

Si può cogliere nel "tipo" interpretato da Totò, Pasquale Belafronte (parodia dell'allora celeberrimo Henry Belafonte), tutta la sua carica clownesca e la garbata morbidezza nei tratti, costruita sempre su una base di realismo e di composta caricatura; il personaggio, infatti, appartiene al genere occasionale, come il vecchio "Totò al giro d'Italia" e "Totò lascia o raddoppia?", dove l'aggancio con la realtà presente, con esiti ovviamente differenti sul piano della satira, si riscontra in quasi ogni battuta. I punti più alti del film si trovano all'inizio nel lungo monologo di Totò sulla bomba atomica e i viaggi nello spazio, nell'imitazione di Mussolini/Hitler, nei duetti con Giacomo Furia e in alcuni con Tognazzi.

 

Nel secondo tempo la recitazione scade a livelli primordiali e fa retrocedere Totò ai tempi dei primi film, quali "Animali pazzi", "L'allegro fantasma" e "Due cuori tra le belve". "In "Totò nella luna" la comicità è cercata prevalentemente nella mimica e nelle situazioni ipertroficamente irreali, come tutta la sequenza del congelatore, che tra l'altro è plagiata da "Due cuori tra le belve". È veramente un Totò prima maniera, cui fa da pendant un Tognazzi anche lui degradato al rango di pupazzo animato, in scene di fuga alla Ridolini, di doppia pernacchia, di inseguimenti con lo spazzolone e di varie quanto inutili sciatterie.

 

Il bisticcio linguistico con ma mi faccino il piacere! ', hai detto stecco, gnurànt, l'immancabile checche, è una tramata, boia per boa, svezzata per svedese, Carolina Liquerizia per Carolina In vemizio, medio ovale per medioevale, tramaturghi per drammaturghi, ecc., non svolge alcun ruolo nella messa a punto del personaggio, risolvendosi nella più scontata battuta da caserma.
Forzato e scialbo il finale, con Totò che sbarca sulla luna e, attratto da una bellissima donna, si allontana cantando in parafrasi "Che bella cosa è 'na cosona 'e sole...".

Tratto da "Totò principe clown" di Ennio Bìspuri per gentile concessione

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