Totò a Napoli - Serie TV "Tutto Totò"

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Film in B/N durata 51 min. -   Video-clip 36 sec.  -   Sigla TuttoTotò in mp3

"Totò a Napoli" Regia di Daniele D'Anza. Soggetto e Sceneggiatura Bruno Corbucci, Amendola; Direttore della fotografia Marco Scarpelli, Scenografia Giorgio Aragno, Musiche Gianni Ferrio, Aiuto regista Simone Mattioli, Produzione Aldo Pace per la BL Vision (Roma).

Interpreti: Totò (guida non autorizzata), Luisella Boni, Nunzio Gallo, Miranda Martino, Peppino Di Capri e i Caravaglios, Gloria Christian, Renata Mauro, Ugo D'Alessio, Vittorio Bottone, Furelli Franco, Amedeo Girard, Maciaz, Graziella Marina, Lorenzo Terzon.

Trama: Totò legge alcune sue poesie dedicate a Napoli e interpreta il personaggio di una guida non autorizzata alle prese con un gruppo di turisti. Il programma fu trasmesso dal Programma Nazionale il 13 giugno 1967.

 

 

Film completo: Totò a Napoli

Si tratta di uno special costituito da una prima parte in cui Totò recita alcune sue poesie su Napoli e una seconda dove — in veste di guida non autorizzata, come è esplicitamente scritto sul bordo del berretto — fa da cicerone a un gruppo di stranieri.

Nel primo duetto con Ugo D’Alessio, la voce di Totò è stata doppiata (probabilmente da Carlo Croccolo), mentre per il resto della sequenza l’attore, con la sua voce e un microfono in mano, decanta ai turisti le varie bellezze di Napoli, facendosi pagare per ogni nonnulla.

All’interno dell’esile raccontino, Totò recita una sua famosa poesia dedicata a una bella ragazza di Mergellina che faceva l’acquaiola, qui visivamente interpretata da una fanciulla dai capelli neri (ritenuta dal principe una condizione necessaria per la bellezza di una donna), che si rivolge all’attore dichiarandogli francamente che il suo cuore è occupato da un ragazzo napoletano.

L’episodio è gustoso, ma prevale un velo di malinconia che tutto avvolge. Le poesie recitate da Totò in modo dimesso e triste, il suo sguardo spento, l’espressione di un viso rassegnato ai dolori della vita e forse alla sensazione della fine imminente danno allo sceneggiato un senso di generale mestizia.

La comicità appare avvolta in un alone di nostalgie e di ricordi e circoscritta all’interno di una recitazione spenta, anche nel passaggio sul camioncino scoperto, dove pure ci saremmo aspettati il solito scoppiettante dinamismo. Lo special si conclude con un brevissimo passaggio di 36”, una ripresa documentaria dei festeggiamenti organizzati a Napoli per Totò in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno.

 

 

È il 15 febbraio del 1963 e vediamo l’attore con gli occhiali da sole, quegli stessi che aveva fatto benedire nel 1957 dal parroco della chiesa di Santa Lucia. Il principe è seduto accanto a Franca Faldini in un ristorante napoletano, mentre sullo sfondo, all’estremità del tavolo, si intravede la figlia Liliana. Tutti intonano Malafemmina e Totò è commosso fino alle lacrime.

Dopo questa rapida apparizione, assistiamo alla famosa intervista che Lello Bersani fa nello stesso anno in casa dell’attore, che ha un’appendice di tipo teatrale, con il principe de Curtis che invita il giornalista a recarsi in cucina, dove troverà Totò Vestito da cameriere che sta mangiando solo, con una sveglia sul tavolo, e maledice il suo padrone — appunto il principe de Curtis — minacciando di ricorrere ai sindacati. L’intervista, unitamente all’incontro in cucina, dura complessivamente 12’ e 52” e contiene la recita a memoria che Totò fa per gli spettatori italiani de ‘A livella, che conclude lo special. "Fonte: Totò attore" di Ennio Bìspuri, edito da Gremese.

 

 

Pochi giorni dopo la sua scomparsa, andò in onda la serie televisiva "Tutto Totò", composta da medio-metraggi che in parte riprendevano sketch celebri (ad esempio, nell'episodio "Il tuttofare", con la scena del parrucchiere, già presente in "Il più comico spettacolo del mondo") e in parte adattavano il personaggio Totò in contesti narrativi attuali, come ad esempio nell'episodio "Totò yè yè" (con lui e Mario Castellani a confrontarsi con il mondo giovanile degli anni 60).

 


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