Liliana Castagnola


 

Liliana Castagnola nasce a San Martino, vicino Genova l’11 Marzo del 1895 e gira tutta l’Europa già da giovanissima, facendo carriera da chanteuse.

E’ spesso in compagnia di uomini di alto rango e di potente posizione.

Viene espulsa dalla Francia perché a Marsiglia costringe 2 uomini a battersi a duello per il suo amore: uno dei due uomini rimane ucciso. Successivamente a Montecatini è seriamente ferita dal suo amante che per gelosia si toglie la vita.

Giunge a Napoli per lavorare al “Teatro Santa Lucia”.

 

Nel Dicembre del 1929 va a vedere lo spettacolo di Totò al “Teatro Nuovo”. Il principe la nota subito e il mattino seguente le invia un mazzo di rose accompagnato da un biglietto di invito.



"E’ con il profumo di queste rose che vi esprimo tutta la mia profonda ammirazione".  Iniziò così, con un tenero messaggio d’altri tempi, una storia passionale che li travolse per alcuni mesi.

Liliana si perse completamente in Totò, arrivando addirittura a disdire diverse serate in teatro per lui e a dichiarare pubblicamente di essere pronta a rinunciare alla carriera, diversamente, il principe De Curtis non aveva intenzione di compromettere i propri impegni, né di interrompere la rapida ascesa verso il successo.

 

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Clip: Liliana Castagnola e la relazione con Antonio De Curtis (2'52")

Liliana pur di restare al fianco di Totò gli propone di farsi scritturare al Teatro Nuovo, ma l’attore è ormai evidentemente stanco di trascinare questa relazione opprimente.

 

Accetta allora un contratto con la compagnia Cabiria che lo avrebbe portato a lavorare a Padova.

 

Nonostante le suppliche di Liliana, Totò non rinuncia, e la donna per disperazione ingerisce un intero tubetto di sonniferi. Viene trovata esanime il mattino dopo.

Accanto al corpo senza vita di Liliana Castagnola fu rinvenuta una toccante lettera d’amore per il suo amato:

"Antonio, perché non sei venuto a salutarmi per l’ultima volta? Ti sarò grata per sempre del sorriso che hai saputo dare alla mia vita grigia e disgraziata. Mi hai fatto felice, amore mio, e ti ringrazio.

In questo momento mi trema la mano… Ah, se mi fossi vicino! Mi salveresti, è vero? Ma tu hai deciso di non vedermi più. E senza di te, senza il tuo amore, la mia vita non ha più alcuno scopo. Erano tutto, per me, i tuoi baci. Sei stato il mio unico grande amore.

Addio per sempre.

Tua Lilia."

 

 

 

Era il 3 marzo 1930 e Liliana Castagnola aveva soltanto 32 anni.

Quando Totò la vide cadavere, le gambe gli cedettero e svenne. I biografi raccontano che la strinse a sé e pianse senza sosta mormorando: ‘Liliana, Liliana mia, perché non ti ho creduta?

Perché ho infranto così il tuo grande amore?’ E sebbene la città natale della donna fosse Genova, non volle che il corpo fosse sepolto lì e scelse, anzi, una tomba nella cappella della sua famiglia, presso il cimitero di Napoli.

 

 


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